Sunday, October 15, 2017

#Harvest2017: A Soave Esperienze di una Vendemmia Condivisa su Instagram


Instagram e’ il social media per eccellenza dedicato alla condivisione di materiale multimediale. Rispetto a tutti gli altri ( facebook, snapchat etc.) e' il canale piu' usato per esprimere emozioni e sensazioni con foto e video di breve durata. Sebbene il proprietario sia lo stesso di Facebook – il miliardario americano Mark Zuckenberg – Instagram si differenzia per il focus sulle immagini offrendo in piu’ la possibilita’ di inserire le “stories”, video che rimangono online per 24 ore. A livello di esperienza personale posso assicurare che, proprio grazie a Instagram, quest'anno ho potuto condividere appieno la vendemmia a Soave e anche i bei momenti trascorsi in compagnia dell' amico Fabien Laine (esperto di videomaking sul food & wine). In effetti e' stata un'esperienza unica, che mi ha permesso di capire meglio come funzionano i social media. 






Con l'aiuto di un drone siamo andati alla scoperta delle colline del Soave e della zona del Durello. Quest'ultima produce, in particolare, un ottimo spumante con metodo tradizionale, da non confondere con alcune bottiglie a prezzi "stracciati" presenti nei supermercati. Il drone e’ in realta'un bel “giocattolo”, che ha il vantaggio di esaltare, in un colpo d'occhio, paesaggi unici. Ma chi lo guida deve fare attenzione a non perderlo mai di vista poiche’, in caso contrario, il costo di apparecchi professionali si aggira sui 1000 euro e oltre. 

Questa e' stata la mia prima vendemmia. Mi sono divertito molto, ma allo stesso tempo ho capito bene il lavoro duro che c’e’ dietro: sudore, spirito di squadra e tanta passione. Ho potuto vedere e apprezzare tutto questo alla cantina Mainente che ci ha ospitato. Davide ci ha mostrato il processo di produzione del Recioto di Soave, ottenuto con l’appassimento delle uve.






Entusiasmante e' stata anche la visita alla cantina Gini, dove la gestione familiare, il know-how acquisito e lo spettacolo delle vecchie vigne in forte pendnza collinare rappresentano un connubio eccezionale. Proprio tra i vigneti abbiamo degustato il “Vecchie Vigne 2014”: un'esperienza a "Km 0" che non ha prezzo. 






Le feste dell’uva di Soave e Monteforte - probabilmente meno conosciute al di fuori dei confini veneti - sono manifestazioni molto coinvolgenti nelle quali esperti viticoltori esaminano con perizia la qualita’ delle uve determinando i vincitori della vendemmia in corso. 




Tornando al tema dei social media, devo aggiungere che per un wine blogger l’uso degli hashtags, l’interesse espresso dai followers per il vino e la qualita’ delle foto costituiscono gli elementi piu’ importanti della buona riuscita di una condivisione su Instagram. Bisogna soprattutto saper trasmettere la sensazione di vivere un momento assolutamente unico, come la vendemmia, che va comunicata in tutta la sua intrinseca bellezza e vivacita’. Attraverso le immagini si puo’ tentare di dare un’idea di cio’ che accade, ma ovviamente l’invito da fare a tutti e’ di viverla in prima persona, proprio per “respirare” il vino, per usare le parole dell'enologo Luigi Moio. 




Ad esempio, un video pubblicato su Instagram e girato presso la cantina Fornaro, gestita dal giovane Damiano -che ha mostrato i primi processi di vinificazione – offre un' idea chiara e concreta di come si fa il vino. Si tratta quindi di materiale molto utile anche da un punto di vista didattico.





Questa vendemmia non e’ stata facile: alcuni produttori hanno visto perdere anche il 40% del loro raccolto. Facendo un giro per i vigneti di Soave ho capito le difficoltΓ  che i produttori devono costantemente affrontare, inclusi i problemi legati a costante siccita’ e gelate, che causano grosse perdite. Cosi' mentre in alcune zone le uve erano perfette, in altre vigne poco distanti si producevano poche uve e di bassa qualita’, soprattutto a causa della siccita’. Presso la Cantina Del Castello, dove ho fatto la vendemmia e dove sono stato accolto da un staff davvero formidabile, sono stati fortunati perche' hanno avuto tra le migliori uve di quest'anno. Qualita' eccellente, infatti, nonostante un'annata difficile.    

In territori vulcanici di piu' alta quota, come quello di Sandro De Bruno, sono state le gelate ad essere devastanti. Durante la visita nei suoi vigneti, svoltasi con altri membri dell’associazione italiana sommelier (AIS), ho capito quanta passione c’e’ dietro il lavoro dei produttori e come annate difficili come questa vengano affrontate con tanto sacrificio e la volonta’ di preservare sempre la qualita'. Per fortuna abbiamo ancora tanti viticultori che, come lui, producono vini vulcanici di elevata qualita’ e grande bevibilita’. Vini che rimangono sapidi, freschi e minerali: sicuramente nella mia top 5 di volcanic wines! 




Salute a tutti e voi e, in particolare ai produttori di Soave!

P.S. Nel prossimo post parlero' invece della Saccola, vitigno autoctono del Veneto che ho raccolto proprio qualche giorno fa!
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